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Precede La S.Pasqua

La processione riferita alla morte del Cristo, la cui origine campobassana risale al 1626, si snoda nelle vie del centro a partire dalle ore 17.00 del venerdì santo.

La statua dell’Addolorata che segue quella del Cristo morto, viene accompagnata da donne vestite di nero e legate a lei da nastri di raso nero e da un coro composto da circa 700 cantori il cui canto toccante, intitolato “Teco vorrei, Signore” opera del maestro Michele De Nigris, emoziona tutti i cittadini con i suoi toni ritmati e so erenti e da un suggestivo controcancanto maschile e femminile.

La Processione degli Apostoli nel giorno del Giovedì Santo fu istituita da Nicola Zita, abate dei Frati Minori del convento di Santa Maria delle Grazie di Campobasso.

L’abate che si era gravemente ammalato, come ringraziamento per la salute riacquistata, dispose che nel giorno del Giovedì Santo, tredici vecchi, scelti fra i più poveri del paese, visitassero, vestiti da Apostoli, tutte le Chiese in cui era esposto alla solenne adorazione Cristo Sacramentato.

L’abate, morto nel 1470, dispose nel testamento che i tredici prescelti, dopo aver assistito alle cerimonie ecclesiastiche, avrebbero ricevuto una lauta elemosina da parte dei suoi familiari consistente in un pranzo di tredici portate, un grosso biscotto e alcune monete.

Questa tradizione fu mantenuta viva per parecchi secoli grazie alla devozione dei familiari dell’abate e dei loro discendenti e, dagli inizi del Novecento, viene portata avanti dalla Confraternita Pia Unione di San Giovanni Battista, che ha sede a Campobasso presso i Frati Minori del convento di San Giovanni Battista.

Il Teco Vorrei

Come detto, questo è l’inno all’Addolorata cantato dai settecento cantori, uomini e donne, divisi in colonne e per tonalità.

L’origine risalirebbe ad una tradizione del cinquecento presente tra le congreghe dei Crociati e dei Trinitari i quali cantavano il “Lamento della Madonna Santissima”. Tale processione, all’epoca, era denominata “Il Mortorio”. Di seguito il testo.

Teco vorrei o Signore
oggi portar la croce
nella tua doglia atroce
io ti vorrei seguire
ma sono infermo e lasso
donami tu coraggio
acciò nel mesto viaggio
non m’abbia da smarrire,
acciò nel mesto viaggio
non m’abbia da smarrire.